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interviste

Michal Pfeffer & Uri Kranot
di Francesca Villani


Michal Pfeffer & Uri KranotQual è l'obiettivo che sta dietro a ogni vostro nuovo lavoro?
Sempre diverso. Fin ora siamo stati classificati come autori "politici". Ne abbiamo abbastanza. Noi ci occupiamo di cose che ci preoccupano, che ci incuriosiscono, cose che vogliamo che cambino.


Cosa considerate più importante in un film d'animazione, la storia o il disegno?
Ovviamente partiamo dall'immagine. Le idee di solito vengono create nel nostro album delle bozze. Soltanto dopo scriviamo la struttura della storia e quindi la sceneggiatura, ma non consideriamo la parte narrativa come la cosa più importante nei nostri film.


Siete molto giovani, ma già registi affermati. Cosa vi ha spinto a tentare la carriera nell'animazione e cosa consigliereste ad un giovane che voglia iniziare?
Per quanto ci riguarda, è semplicemente accaduto. Abbiamo fatto ciò che abbiamo sempre sognato di fare, e sembra che il pubblico apprezzi quello che abbiamo da dire. Questo ci aiuta a continuare a creare cortometraggi. Ma quando si comincia è sempre una battaglia. Ogni nuovo progetto è molto difficile da sviluppare nonché coprodurre, perciò coloro che sognano di realizzare film d'animazione dovrebbero sapere che c'è un sacco di lavoro da fare sul versante della produzione e che bisogna trovare innanzitutto qualcuno che se ne occupi.


Il vostro film "God on our side" era chiaramente ispirato a Guernica di Picasso. Qual è secondo voi il rapporto fra l'animazione e le arti visive?
Noi ci ispiriamo a molte cose, e tra queste ci sono i quadri e le belle arti in genere. Cerchiamo di spingerci il più possibile oltre i limiti della "classica" animazione disneyana verso qualcosa di più profondo, che si riallaccia alla più antica tradizione della pittura e delle forme artistiche classiche. L'adattamento a Guernica sia alla nostra vita che allo stato d'animo, e nell'usarlo abbiamo creato un forte legame con la storia dell'arte.


A quale progetto state attualmente lavorando?
Si tratta di un misto di cortometraggio e divulgazione. La storia parla di una donna che, tentando di riparare un'ostruzione nella vasca da bagno, viene risucchiata in un mondo fatto d'acqua e costretta a resistere contro il dogmatismo, la religione e il conformismo. Vogliamo che funzioni come un cortometraggio, ma anche come oggetto da usare nello spazio, proiettando parti animate in grandi lavelli e vasche.


Come immaginate gli scenari futuri dell'animazione e delle sue possibili applicazioni?
Non so. Abbiamo cominciato con l'animazione in 3D nel nostro ultimo film, e reputiamo importante restare aggiornati con le nuove opportunità. D'altro canto, nel nostro nuovo progetto utilizzeremo le stampe a mano per i nostri sfondi.


Conoscete qualche regista d'animazione italiano? Siete mai stati nel nostro paese, per motivi di lavoro o di piacere?
Abbiamo trascorso un mese ospiti di Gianluigi Toccafondi, uno dei più talentuosi animatori del momento. Tra l'altro cucina dell'ottima pasta. Anche Simone Massi è un nostro amico, lo abbiamo incontrato in un paio di festival e amiamo molto i suoi film. Siamo stati al Milano Film Festival e abbiamo visitato la Valle d'Aosta, che è meravigliosa.


Avete scelto di parlare del vostro paese. Qual è secondo voi il ruolo dell'animazione nel trattare tematiche sociali e politiche?
L'arte in generale non è nata per ornare le abitazioni dei ricchi. Nell'animazione possiamo dire tante cose senza dover chiedere permesso. Il mezzo consente al pubblico di accettare qualunque realtà distorta. Noi lo usiamo per trattare argomenti forti o taboo. I nostri film non sono facili da guardare ma speriamo che possano contribuire al cambiamento. Il cinema d'animazione non svolge una "funzione". Ciascuno dovrebbe farne ciò che vuole, purchè si rimanga fedeli a se stessi.


Come giustificate le due scelte forti e toccanti di "God on our side" e "Heart of Amos Klein", di raffigurare cioè un parto e un trapianto di cuore?
Entrambi i film sono stati realizzati prima di avere nostro figlio. Ora siamo cambiati. La compassione e l'amore hanno preso il posto della rabbia. Non credo useremo più il simbolo di un bambino morto nei nostri prossimi film. Tuttavia, siamo affascinati dalle immagini chirurgiche ed è interessante lavorarci su. Bisogna stare solo molto attenti a come le si usa.


Nel vostro "Heart of Amos Klein" mescolate finzione, documentario e cronaca. Ritenete che il cinema d'animazione debba essere un sostituto della realtà o piuttosto debba rispecchiarla?
Assolutamente no. Non ci sono regole. L'unica cosa che conta è: "ti fa effetto? Ti commuove? Ti fa piangere o ridere?" L'animazione è soltanto una grande manipolazione. Finchè l'uso del mezzo è giustificato, si dovrebbe poterne fare ciò che si vuole.




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