Head

interviste

ONDE E STRACCI Intervista a Massimo Carrier Ragazzi
di Francesco Grosso


Massimo Carrier RagazziIl tuo Rags, che ha affascinato la giuria del Premio Simona Gesmundo - Corti d'animazione, raggiunge risultati di estrema efficacia e fa pensare ad una sorprendente sobrietà di mezzi impiegati, anche se credo che realizzarlo abbia richiesto programmi complessi. Eppure sembra proprio che l'essenzialità sia la caratteristica portante dell'opera. Il fatto che i "protagonisti" del Corto siano proprio due stracci, è una conferma che si può creare qualcosa di molto bello anche trattando realtà non necessariamente altisonanti?
Per Rags la sintesi e l'essenzialità erano gli ingredienti principali per raccontare questa mia visione surreale. Nonostante la apparente semplicità, realizzare questo lavoro è stato molto complesso, sopratutto perchè il progetto risale ad un periodo in cui la tecnologia delle simulazioni di tessuti e cloth animation dinamica in digitale non era affatto "semplice", non esistevano i software specifici che oggi abbiamo a disposizione. Il progetto è nato per sperimentare sulle sensazioni e sullo spazio, per lasciare allo spettatore con la sua immaginazione di far parte del "gioco". Un'altra idea legata a Rags era quella di provare a dare la possibilità allo spettatore di completare il film con la propria immaginazione.


E qual è stato lo spunto che ti ha condotto alla creazione di Rags?
Tutto è nato da un brano di Ludovico Einaudi, "le onde", una volta stavo ascoltando il suo disco in studio e mi sono immaginato tutto, è stata una questione di pochi attimi. Volevo rappresentare un mondo surreale, astratto , leggero, dove due anime, due creature non definite fossero alla ricerca di qualcosa. A volte la paura ti spinge lontano, cerchi un equilibrio per stare bene, cerchi qualcosa che nemmeno tu conosci. Ero in un periodo un po' particolare della vita, e cercavo qualcosa. Oggi l'ho trovato, nella mia famiglia e nei miei figli, mi sento molto fortunato, non ho bisogno di niente altro. Rags per me è un lavoro simbolico, forse il miglior esperimento che ho realizzato fino ad oggi, mi ha fatto stare veramente bene durante la sua lavorazione. Per questo ringrazio molto Antonio Matrone, il supervisor della parte 3D che ha avuto una pazienza infinita, e mi ha supportato con molta creatività durante i mille rifacimenti e modifiche necessarie al completamento del film. Ringrazio moltissimo anche Demetrio Focarelli, compositore e supervisor della parte audio del mio studio. Per Rags ha creato un ambiente sonoro eccezionale, pieno di immagini inaspettate. Credo abbia superato persino le musiche di Ludovico che inizialmente avevo usato come riferimento e ritmo per le animazioni.


Le disavventure dello sfortunato omino di Mr. Mille non possono, in un primo momento, che fare sorridere. Eppure non c'è chi non vede, in quell'esperimento di mastodontica realtà tecnologica, un'evidente metafora a proposito della disumanizzazione a cui la tecnologia stessa può portare. Intendi affermare che la tecnologia, se usata male, non solo non porta a progressi per l'umanità, ma può addirittura condurla a peggioramenti anche sul piano sociale? La tecnologia, in mano a pochi, può divenire strumento di abuso?
Si potrebbe riempire un libro intero su questo argomento. Oggi la tecnologia, quella consumer, in mano a molti, si confonde quotidianamente tra indispensabile e superfluo. Ci stiamo allontanando sempre di più dalla natura che dobbiamo rispettare invece di continuare a modificarla a nostro uso e consumo. Infine esiste anche un'altro tipo di tecnologia quella del film di Mr. Mille, è senza dubbio quella più pericolosa, in mano a pochi, monopolizzatori ciechi e senza misura capaci di uccidere con un semplice click!


Iniziare ad occuparti di Corti d'animazione e di realtà virtuale è stata per te una scelta naturale, il naturale sbocco del tuo talento artistico? O in un primo momento ti sei occupato di altro? Qual è stato il tuo percorso culturale, quali autori della letteratura e del cinema ti hanno maggiormente influenzato?
Ho avuto la fortuna di vivere in una famiglia dove l'arte e la sperimentazione visiva era vissuta quotidianamente, mentre il computer è stato uno strumento con cui ho familiarizzato fin da quando avevo 11 anni. Durante gli studi accademici, ho approfondito, prima storia dell'arte, poi regia, storia del cinema e computer grafica. all'animazione ci sono arrivato più tardi durante l'ultimo anno di accademia. Leggo di tutto, compatibilmente con il tempo che ho a disposizione. Non ho autori o generi che coltivo in particolare, mi piace la poesia di Baudelarie, ho letto libri di Kafka, Shakespeare, Daniel Pennac, Banana Yoshimoto, Neil Gaiman, Luis Sepùlveda, J.R.R. Tolkien e molti altri. Leggo tanta manualistica specifica per il lavoro che svolgo, come saggi di sceneggiatura, regia e storia dell'arte e inoltre adoro i fumetti. Direi che le influenze maggiori le ho ricevute dai libri con temi avventurosi epici e quelli dove l'intreccio e la definizione dei personaggi è ben strutturata e vitale per la storia. Nel cinema dal vero, Stanley Kubrik è il mio regista di riferimento, adoro il cinema dei fratelli Cohen come Fellini, mi è piaciuto Kill Bill di Tarantino. Guardo tantissimi film molto differenti tra loro, da Singing in the Rain fino a Matrix, l'unico genere che non mi piace è quello horror-splatter. Per quanto riguarda l'animazione adoro registi come Bill Plympton, Myazaki, Mamoru Oshii, Satoshi Kon, Katsuhiro Otomo, Shinichiro Watanabe, Michel Ocelot, Brad Bird, Sylvain Chomet, Lassenter e moltissimi altri. In Italia invece direi che la creatività è l'intelligente ironia dei concetti di Bruno Bozzetto siano ancora impareggiabili, ma ci sono tanti giovani registi meno famosi che esprimono concetti e visioni veramente interessanti. Come studi di animazione seguo il lavoro di studio Aka (UK), Wild Brain (Australia), Aardmann e Pixar. La maggiore influenza sopratutto per la continua ricerca di qualità e perfezionismo l'ho ricevuta dall'animazione Disney.


Nei tuoi Corti l'elemento comico ed umoristico, come si è visto, appare trattato con evidente maestria; sorridere ti permette di centrare il bersaglio voluto senza ricorrere all'arma della polemica o dell'accusa. Questo perché credi che i Corti possano ancora insegnarci qualcosa, nonostante l'invadenza della società massificata?
Si, certamente, credo che i cortometraggi come un film lungo siano uno strumento importante per comunicare, e far riflettere. Il problema principale è che oggi i cortometraggi più diffusi sono gli spot pubblicitari, che con le loro storie sapientemente confezionate non insegnano nulla, anzi, ci portano ad un appiattimento culturale e di valori non indifferente. Non sarebbe affatto male far crescere nel nostro paese una cultura del "corto", non solo in animazione, credo potrebbe aiutare a rilanciare anche il nostro cinema, ricco di giovani talenti che non aspettano altro che potersi esprimere, anche al di là dei concetti di fama e profitto.


Dare vita ad una grande realtà, quale è quella della Maga Animation, deve essere stata impresa assai ardua. Quali sono state le principali difficoltà che hai dovuto affrontare? Il tuo talento artistico è stato un elemento di aiuto o di impedimento, quando hai dovuto calarti nella realtà produttiva?
Maga esiste da dieci anni è nata nel 1996, ma l'impresa ardua di mantenerla in vita non è certo finita. Le difficoltà principali sono quelle di far quadrare i conti continuando ad investire in ricerca, per mantenere il suo team e farlo crescere. L'obiettivo è quello di dare sempre più stabilità e solidità allo studio, portandolo ad avere una credibilità internazionale. Tutto il budget che entra da produzioni commerciali lo riutilizzo per creare nuovi progetti sperimentali, cortometraggi o pilot. Il lavoro di sperimentazione artistica nonostante gli sforzi è fortunatamente la cosa che più mi ritorna utile, ed è stato l'elemento di aiuto per poter fare la differenza rispetto ad altre realtà italiane, senza ricerca e innovazione non si può crescere. La realtà produttiva dello studio è impegnativa, e molte volte non mi fa dormire, spero entro i prossimi cinque/dieci anni di trovare un po' più di serenità.


Per un artista è sempre difficile riassumere, in poche parole o in poche frasi, il proprio percorso professionale. Ma, all'interno della tua produzione, esiste, secondo te, un lavoro da ricordare, un lavoro che senti particolarmente tuo, che indicheresti istintivamente come rappresentativo del tuo mondo?
Rags, senza dubbio, ma esistono altri cento progetti, mille idee che mi appunto ogni giorno, in una montagna di fogli. Non vedo l'ora di concludere i cortometraggi e le sperimentazioni su cui sto lavorando da alcuni anni, arrivare in fondo ti fa stare bene. Probabilmente è un mio difetto, ma purtroppo non riesco a concentrarmi su una cosa sola alla volta, ho bisogno di continui stimoli e rivolgo la mia attenzione a più progetti contemporaneamente. Può sembrare dispersivo, ma a me serve per svuotare la mente, ho troppe cose in testa e devo assolutamente farle uscire tutte. A volte mi sembra di impazzire, il tempo non basta mai. Quando mi costringo a seguire un solo progetto, mentre gli altri restano ad aspettare, soffro, ma come ogni essere umano ho dei limiti, e devo imparare ad accettarli.


Il cammino di una persona creativa è irto di ostacoli, ma anche di novità e di imprevedibili mutamenti, sia lavorativi che intellettuali. Di cosa ti stai occupando attualmente, e quali sono i tuoi progetti per il futuro? Insomma, domanda scontata, cosa pensi di fare da grande?
Al momento mi sto concentrando nella crescita di tutta la parte organizzativa dello studio, questo per poter affrontare preparati nuove sfide. Per quello che riguarda il mio lavoro di autore e regista, vorrei completare il mio nuovo cortometraggio BLA-BLA entro l'estate. I lavori principali di Maga al momento riguardano il completamento di due serie per la TV, gli ultimi 26 episodi di GOGOPIG, la serie completa è di 2 min. per 52 episodi, selezione ufficiale ad Annecy 2006, ed una nuova serie in animazione 3D in co-produzione con Rai Fiction, con la regia di Guido Manuli, di 3 min. per 26 episodi. Stiamo seguendo la pre-produzione e stiamo cercando co-produttori per il nuovo lungometraggio in animazione 3D di Bruno Bozzetto. Contemporaneamente svolgiamo differenti attività di service e post-produzione, sempre rivolte al mercato dell'animazione.


Cosa ti sentiresti di consigliare ad un giovane talento che ti palesasse la voglia di intraprendere il tuo stesso lavoro? C'è ancora spazio, oggi, per quelli che desiderano vivere della propria arte? C'è ancora spazio per i disegni, per i fumetti, per le fughe nella realtà virtuale, per i sogni e per l'arte?
Lo spazio c'è, ma il nostro è un paese difficile. Cinema, animazione e fumetti non sono supportati molto bene a differenza di quello che accade in tutti gli altri stati europei. Consiglierei di seguire il proprio cuore, indipendentemente e nei limiti del possibile, dal risultato economico. Bisogna provare a perseguire i propri sogni, cercando di fare del proprio meglio, puntando il più possibile alla qualità, ricercando una propria strada, confrontandosi con il mercato estero. Con molta caparbietà e duro lavoro, si possono raggiungere alla fine dei buoni risultati. Chi la dura la vince...

http://www.maga-animation.com/about_us.php?id=awards


< INDIETRO

Copyright © 2006 Associazione del Premio Simona Gesmundo C.F.95074410630