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Biancaneve e i sette nani
Traduzione e adattamento di Nunziante Valoroso - dal press kit originale con note originali sul doppiaggio italiano del film

DIETRO LE QUINTE DI UNA FIABA LEGENDARIA
La principessa. La strega. La Mela Avvelenata. Lo specchio magico. I Nani. Il Cacciatore. Il principe. Se aveste perso uno di loro o la loro storia, avreste perso parte della vostra giovinezza. La storia della "più bella del reame" e della sua gelosa matrigna che vuole ucciderla è stato il primo lungometraggio della Walt Disney Productions. E' stato distribuito per la prima volta nel 1938 e, successivamente, negli Stati Uniti, altre otto volte ( 1944, 1952, 1958, 1967, 1975, 1983, 1987 e 1994), guadagnandosi ogni volta l'entusiasmo di nuovi appassionati e aumentando ogni volta la sua fama di uno dei maggiori incassi di tutti i tempi. Il film di Disney ha fatto epoca non solo dal punto di vista del numero di spettatori, ma anche nella storia del cinema in generale. "Biancaneve" è il primo lungometraggio a cartoni animati a colori mai realizzato, ed è considerato una vera e propria pietra miliare. Hollywood si aspettava che "Biancaneve" si rivelasse un disastro, considerando anche il fatto che nessuno aveva mai tentato di realizzare un "cartoon" di sette bobine e che i costi di produzione erano saliti dal budget iniziale di $ 150.000 all'allora astronomica cifra di un milione e mezzo di dollari. Per i tre anni, dal 1934 al 1937, che "Biancaneve" rimase sui tavoli da disegno, Walt Disney e suo fratello Roy diedero in garanzia tutti i loro averi. Ma le fiabe spesso si avverano e "Biancaneve e i sette nani" sono vissuti per sempre felici e contenti. I critici non risparmiarono le lodi e l'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences fu talmente colpita dal film che, eccezionalmente, lo insignì di un Oscar speciale, composto da uno normale e da sette piccole statuette montate su un piedistallo che fu presentato a Walt Disney da una raggiante Shirley Temple. Nei primi tre mesi di programmazione, il film attrasse al botteghino più di 20 milioni di persone. Da allora è diventato un classico mondiale - un film imperdibile per ogni generazione. Cosa più importante, "Biancaneve" ha creato un nuovo genere filmico. Ha aperto la strada a tutti gli altri lungometraggi animati che Disney ha prodotto nel corso degli anni.


LA FOLLIA DI DISNEY
Locandina film Durante la produzione, Hollywood etichettò "Biancaneve e i sette nani" come "La Follia di Disney". Walt Disney era considerato come uno dei più innovativi giovani talenti del cinema, ma tutti ritenevano che i cartoni animati fossero destinati a rimanere un semplice riempitivo tra i film di normale programmazione. Chi avrebbe voluto assistere ad un cartone lungo 90 minuti? Nessuno, dicevano gli esperti dello show business. Walt riteneva che la sua idea avrebbe trovato un pubblico interessato se fosse riuscito a trovare i finanziamenti e se avesse potuto realizzare il tipo di lungometraggio animato che aveva in mente. Walt era ad Hollywood dal 1923, era stato un pioniere dell'intero campo dell'animazione cinematografica e si era fatto un nome grazie a Topolino e ai cortometraggi della serie delle "Sinfonie Allegre". Dalla nascita di Topolino, nel 1928 fino al 1937, l'anno in cui "Biancaneve" fu distribuita, Disney aveva prodotto 168 cortometraggi, tutti distribuiti come "spettacoli abbinati" al programma principale. Ma Disney aveva in mente qualcosa di più, cartoni a lungometraggio. Non era soltanto una visione artistica, ma una esigenza economica. L'introduzione del doppio programma durante gli anni trenta stava avendo l'effetto di abolire i cartoni Disney , semplici "riempitivi" per motivi di tempo. "Avreste dovuto sentire quanti avvertimenti ricevemmo una volta iniziata la produzione del lungometraggio," ricordava Disney anni dopo. " Ci fu predetto che nessuno avrebbe accettato una cosa simile. Ma c'era un solo modo di riuscire nell'impresa con successo, cioè andare avanti e rischiare il tutto per tutto, ossia terminare il film. Non potevano esserci compromessi sul denaro, il tempo o il talento…e questo mentre il paese si dibatteva nella morsa di una tremenda depressione. " Mentre il budget continuava a salire, anche io cominciai ad avere dei dubbi, domandandomi se saremmo mai riusciti a recuperare il nostro investimento. Proprio in questo periodo critico, un grande uomo di spettacolo chiamato W.G. Van Schmus, direttore generale del Radio City Music Hall di New York, venne allo studio e vide alcuni dei brani che avevamo completato. Immediatamente decise di prenotare il film---mesi prima che l'avessimo finito. Ciò contribuì molto a risollevarci il morale. Poi venne la batosta. Mio fratello Roy mi disse che avrebbe dovuto prendere in prestito un altro quarto di milione di dollari per completare il film. Dovetti prendere quegli stessi pezzi e spezzoni di film per farli vedere ai banchieri ed ero certo, dato il loro mestiere, che non li avrebbero visionati con lo stesso spirito di Mr. Van Schmus. Ero molto preoccupato. "Il giorno dell'appuntamento, sedevo tutto solo con Joe Rosenberg della Banca d'America, guardando quegli spezzoni scorrere sullo schermo , cercando di farmi prestare quei soldi sulla fiducia. "Quando le luci si accesero, non mostrò la minima reazione a quello che aveva appena visto. Uscì dalla sala di proiezione, notò che era una bella giornata…e fece uno sbadiglio! Poi si voltò verso di me e disse -Walt , quel film farà una barca di soldi!- Beh, come tutti sanno, ottenemmo il prestito, il film incassò, e se non fosse stato così, oggi non avremmo nessuno studio Disney." La Follia di Disney presto sarebbe diventata famosa come il Capolavoro di Disney.


DATI DI PRODUZIONE
Biancaneve La produzione di "Biancaneve e i sette nani" cominciò nel 1934 e fu terminata nel 1937. Più di settecentocinquanta artisti Disney lavorarono al film in quattro anni. Ci furono 32 animatori, 102 assistenti, 107 intercalatori (quelli che realizzano i disegni intermedi all'animazione principale), 20 scenografi, 25 disegnatori di fondali, 65 animatori degli effetti speciali (che disegnano fumo, acqua e altri effetti) e 158 specialisti addetti al ricalco e alla colorazione dei disegni su fogli di celluloide trasparente che servivano per le riprese con la multiplane camera. Il film è composto da più di 250.000 disegni con un sottofondo musicale eseguito da una orchestra di 80 elementi. E' stato calcolato che, durante la realizzazione del film, siano stati eseguiti almeno un milione di disegni.. Gli artisti impiegati usarono abbastanza matite da mantenere in affari Wall Street per almeno un anno! La "multiplane camera" (macchina da presa a piani multipli) inventata e progettata dai tecnici dello studio Disney, fu usata ad alti livelli di perfezione per la prima volta con "Biancaneve e i sette nani". E' una macchina da presa speciale, progettata per donare ad alcune scene animate un effetto di tridimensionalità fotografando i personaggi animati posti su fondali dipinti sistemati su più livelli. [biancaneve] Ogni livello può essere illuminato separatamente per ottenere un determinato effetto, può essere mosso separatamente o insieme, e allontanato od avvicinato all'obiettivo, anche con velocità differenti. Fu usata, inizialmente in un cortometraggio , il famoso "Il vecchio mulino" (1937) e vinse, come pure il cortometraggio, un premio Oscar. Ci vollero mesi di ricerche da parte dei chimici dello studio e la preparazione di 1500 tinte e tonalità di colore per scegliere le sfumature definitive da usare per dipingere personaggi e fondali del film in Technicolor. Tutti i pigmenti usati nella produzione furono sminuzzati e mescolati a partire da formule esclusive nel laboratorio di pittura della Disney.


ALLA RICERCA DI BIANCANEVE
"Nessuno aveva mai disegnato prima una ragazza come Biancaneve nei cartoni animati" ha dichiarato nel 1983, in occasione di una riedizione del film il produttore e regista Wolfgang Reitherman, allora uno degli animatori del film. "I cartoon erano sempre stati piatti, e utilizzavano caricature piuttosto che personaggi realistici. Allo studio, avevamo tentato l'animazione di una ragazza in una Sinfonia Allegra chiamata "la Dea della Primavera" ed i risultati convinsero Walt che non eravamo ancora pronti per "Biancaneve". Quando cominciammo a lavorare sul film, dovevamo tutti imparare come rendere realistici i personaggi disegnati. Fu un periodo molto eccitante per tutti noi. Gli artisti furono aiutati da attori ingaggiati per mimare i movimenti dei personaggi ; dalle loro riprese furono realizzati centinaia di schizzi in modo da poter studiare il bilanciamento del corpo e il movimento. Marge Belcher, che più tardi divenne famosa come ballerina col nome di Marge Champion in coppia col marito Gower Champion, fece da modello per Biancaneve. Trovare una voce per la protagonista era un grosso problema. Prima di Biancaneve, lo studio non aveva mai avuto bisogno di voci naturalistiche per i suoi personaggi. Walt e il suo staff avevano lavorato esclusivamente con caricature visive e vocali. Ma Biancaneve era diversa. Doveva avere una voce particolare. Doveva sembrare senza età ed allo stesso tempo amichevole, naturale ed innocente. Walt insisteva che dovesse essere una voce "universale". Più di 150 ragazze fecero l'audizione per la parte. Erano identificate soltanto da un numero e Walt le ascoltava cantare e parlare nascosto dietro uno schermo. Preferiva non vederle , pensando che il loro aspetto fisico avrebbe influenzato il suo giudizio. Tra coloro che speravano nella parte c'era Deanna Durbin, proprio poco prima dell'inizio della sua carriera di successi come star adolescente alla Universal. Walt la scartò perché, a scapito della giovane età, sembrava troppo matura. Adriana Caselotti, figlia di un noto insegnante di canto di Los Angeles, era di alcuni anni più grande di Deanna ma aveva un timbro molto più giovane e vinse il provino. E' rimasta legata a Biancaneve per tutta la vita. Ecco come ha raccontato il provino che le cambiò la vita. Era il 1935. Aveva 18 anni . "Un giorno un rappresentante di Walt Disney chiamò mio padre per chiedergli se conosceva qualcuna che andasse bene per la parte. Io stavo ascoltando all'altro telefono di sopra e dissi , "Papà perché non io?" "Mio padre disse: Chiudi il telefono, Adriana" e allora quell'uomo disse che potevo avere una possibilità." Così Adriana andò allo studio e, come abbiamo detto, fu scelta. Al principio non si rese conto che avrebbe avuto un ruolo importante nella realizzazione di quello che sarebbe diventato uno dei film più amati della storia. "Anche durante la lavorazione, non pensavo che Biancaneve sarebbe stato un autentico lungometraggio. Pensavo che sarebbe stato un cartoon di dieci minuti o giù di lì. Un lungometraggio animato, a quei tempi, era impensabile." "Mi sento molto fortunata" dichiarò nel 1983. "Non tutti hanno la possibilità di far parte di un autentico classico come Biancaneve". Ed è entusiasmante ascoltare canzoni come "Il mio amore un dì verrà" e "Impara a fischiettar" e sapere che sei tu la persona che le ha fatte conoscere. In realtà ho lavorato davvero pochi giorni al film"Biancaneve "Tutti i dialoghi e le musiche furono incisi in un periodo di tempo piuttosto breve, poi rimaneva poco doppiaggio da fare, una volta completata l'animazione. Ma mi sono sempre sentita molto parte della famiglia Disney, anche se probabilmente non avrò lavorato allo studio più di una settimana o due." [biancaneve] Dopo l'uscita del film, Adriana -recitando la parte di Biancaneve -partì in tournee negli Stati Uniti, Canada e in Australia; in seguito ha cantato l'opera a New York, poi si è sposata e si è ritirata a vita privata. E' scomparsa nel 1997. Nel 1994 le fu consegnato un premio "Disney Legend". Fino ad età avanzata è riuscita a parlare e cantare coi toni alti tipici di Biancaneve. "Non è la mia voce normale, ovviamente" -diceva -"Dovevo tirarla su, per così dire, per ottenere quel tono fiabesco che Disney cercava. Era facile per me, avendo studiato canto lirico. E'stato il coronamento della mia vita professionale." Le altre voci del film furono prestate da Harry Stockwell (padre degli attori Dean e Guy Stockwell) nel ruolo del principe, Lucille LaVerne nel ruolo della Regina e della Strega, Moroni Olsen (lo specchio magico), Billy Gilbert (Eolo), Pinto Colvig (Pisolo e Brontolo), Otis Harlan (Gongolo), Scotty Mattraw (Mammolo) e Roy Atwell (Dotto). Cucciolo, ovviamente, è muto. Due le versioni italiane realizzate per il film, la prima nel 1938, con Rosetta Calavetta nel ruolo di Biancaneve e Tina Lattanzi in quello della Regina; la Strega, genuinamente terrificante è opera di Dina Romano, mentre i toni misteriosi e solenni dello specchio magico sono di Aldo Silvani. Tra le voci dei nani è doveroso citare almeno Lauro Gazzolo (Mammolo) e Cesare Polacco (Gongolo). Il grande doppiatore Mario Besesti è il cacciatore. Nuovo doppiaggio nel 1972, seguendo l'esempio della Francia e dei paesi di lingua spagnola che già da qualche anno vedono "Biancaneve" con voci nuove. Per questa, che sulle pagine di "Topolino" viene definita la "versione moderna" del film, scrive i dialoghi l'amico italiano di Walt Roberto de Leonardis, curatore esclusivo di tutte le versioni italiane dei film Disney. Melina Martello doppia Biancaneve, mentre Benita Martini è una glaciale Regina. La grande doppiatrice Wanda Tettoni caratterizza la strega con un pizzico di ironia, mentre Carlo Baccarini fa la voce di Gongolo e Manlio Busoni, tante volte doppiatore di Disney stesso nei telefilm, è Brontolo. Un altro importante attore, Silvio Spaccesi , è Mammolo. Dotto è appannaggio di Roberto Bertea, mentre Pisolo è affidato a Giancarlo Maestri, all'epoca voce di Barney negli "Antenati" e talvolta di Sean Connery quando non veste i panni di 007. Mario Feliciani è poi un ottimo e soprannaturale specchio magico. Vittorio di Prima ha il doppio ruolo del cacciatore e del nano Eolo. Una delle più grandi sfide per Walt Disney, riguardo a Biancaneve era di trovare delle specifiche personalità per i sette nani. I fratelli Grimm li avevano ben poco caratterizzati nella fiaba originale; l'unico precedente era una vecchia versione teatrale in cui erano stati chiamati Flick, Glick, Blick, Snick, Plick, Whick e Quee. Pinto Colvig, un attore molto versatile dello studio, che alcuni anni prima aveva creato la voce di Pippo, suggerì che, dato che i nani avevano personalità distinte, ognuno di loro doveva avere anche un nome che identificasse tale personalità. Da quell'idea venne fuori una lunga lista di nomi, come Gabby, Jumpy, Sniffy, Puffy, Lazy, Stubby, Shorty, Nifty e Wheezy. Su tutti si discusse e la maggior parte fu scartata per vari motivi. Deafy (Sordo) ad esempio fu eliminato perché Walt non voleva che si ridesse delle menomazioni fisiche. Alla fine , fu scelto il nome di Doc (Dotto) per quello che si era autonominato capo del gruppo, perché identificava amabilmente una persona autorevole; Sneezy (Eolo) si ispirò all'attore Billy Gilbert che aveva spesso fatto uso di uno starnuto comico nei suoi precedenti ruoli cinematografici; Happy (Gongolo) era in perfetto contrasto con Grumpy (Brontolo); Sleepy (Pisolo) e Bashful (Mammolo) ispirarono molte situazioni umoristiche nel racconto. Dopey (Cucciolo) pose un problema. Originariamente fu concepito come una sorta di pasticcione chapliniano, ma il personaggio cominciò a gravitare verso la semplicioneria. C'era anche il problema di trovargli una voce adatta. Le varie possibilità finirono per somigliare troppo alla voce di Dotto. Finalmente fu suggerito che forse Dopey non avrebbe dovuto parlare per nulla. Ecco risolto il problema e Cucciolo -forse il più amato dei sette -vide la luce. E non viene mai detto che Cucciolo non può parlare, solo che non si è mai preoccupato di provarci. La maggior parte dei nani hanno continuato a ricevere posta dai fan agli Studi Disney. Sia Cucciolo che Brontolo hanno ricevuto la prima lettera a pochi giorni dalla prima del film.


LE CANZONI
Le otto canzoni di "Biancaneve e i sette nani" tutte composte da Frank Churchill su versi di Larry Morey, sono ormai diventate dei classici: "I'm whishing" (Vorrei) -cantata da Biancaneve accanto al pozzo dei desideri; "One Song (Non ho che un canto) -cantata dal Principe; "With a smile and a song" (Con un canto nel cuori)-cantata da Biancaneve agli animali della foresta; "Whistle While you work" (Impara a fischiettar) -cantata da Biancaneve mentre riassetta la casa dei nani; "Heigh ho!" (Ehi ho!) cantata dai nani mentre vanno e rientrano dal lavoro; "Bluddle uddle -um-dum" (the washing song)"-cantata dai nani mentre si lavano prima di cena; "The dwarfs' yodel song" (La tirolese dei nani)-cantata e danzata da Biancaneve e dai nani nella casetta; "Some day my prince will come" (Il mio amore un dì verrà)-cantata da Biancaneve ai nani. Le canzoni sono state tradotte in francese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese e altre otto lingue e sono famose in tutto il mondo. Per quanto riguarda i due doppiaggi italiani (1938 e 1972) i primi testi italiani furono opera di Rastelli e Panzeri, famosissimi parolieri dell'epoca (una canzone tra tutte "Pippo non lo sa") e le voci soliste furono quelle del soprano Lina Pagliughi (Biancaneve) e Giovanni Manurita (il Principe). Per il nuovo doppiaggio i testi delle canzoni furono riadattati da Roberto de Leonardis, autore dei nuovi dialoghi del film e il canto fu affidato a Gianna Spagnulo e Bruno Filippini con la partecipazione del complesso vocale di Pietro Carapellucci per i cori dei nani.


LA PRIMA DEL FILM
Cucciolo "Mentre si avvicinava la data della "prima" di Biancaneve, eravamo sempre più a corto di denaro e di tempo"-ricordava Ken Anderson, che allora era scenografo e soggettista allo studio. "Tutti facevamo gli straordinari per finire in tempo il film. Ricordo che la copia arrivò al cinema dalla Technicolor solo poche ore prima dello spettacolo." Il grande giorno era giovedì 21 dicembre 1937, al famoso Carthay Circle Theater di Los Angeles. C'era Charlie Chaplin (che stava lavorando al suo famoso "Grande dittatore") .Judy Garland era presente (aveva da poco ottenuto grande successo cantando "you made me love you" dedicata a Clark Gable nel film "Follie di Broadway, 1938") . C'erano anche Charles Laughton e Marlene Dietrich e tutte le altre grandi "star" di Hollywood. L'unico assente era Topolino, ma pare fosse rimasto a casa a badare allo studio. Furono 83 minuti critici per Walt Disney. In una sola sera avrebbe potuto fallire del tutto oppure fare "il grande botto". Alla fine della serata, non solo aveva la carta vincente in mano, ma era entrato nella storia. L'animazione era diventata maggiorenne. [biancaneve] Wolfgang Reitherman ricordava bene la serata: "Il pubblico era talmente preso dalla magia di quello che stava vedendo che applaudiva dopo ogni singola scena, come se stessero assistendo ad una recita teatrale. Non ho mai più visto niente di simile." Mi imbattei in Walt allo studio la mattina dopo. Invece di pensare a come riposarsi un pochino dopo tutta la tensione accumulata nei quattro anni di produzione di "Biancaneve", cominciò a parlarmi del prossimo lungometraggio animato e di come volesse cominciare subito il lavoro e di tutte le novità che avremmo realizzato. C'era davvero un solo Walt Disney!" Il tributo tradizionale alla qualità di un film ad Hollywood è l'Oscar e, il 23 febbraio 1939, Walt Disney vinse un premio speciale per "Biancaneve" -un Oscar grande e sette in miniatura sistemati su una struttura a gradini. La motivazione diceva: "A Walt Disney per "Biancaneve e i sette nani" riconosciuta come una innovazione significativa del cinema che ha affascinato milioni di spettatori ed ha aperto un nuovo vasto campo di spettacolo per il cinema d'animazione". L'Oscar gli fu consegnato da una sorridente Shirley Temple, allora reginetta degli incassi. Fu un premio significativo per Walt, ma non il primo. Fin dal 1932 aveva ricevuto sette Oscar, uno per il personaggio di Topolino e gli altri per dei cortometraggi animati. Dopo "Biancaneve" ci furono altri premi---51 Oscar in tutto, cinque dei quali per il famosissimo "Mary Poppins" nel 1965. Nel 1942 , Disney fu anche insignito dell'ambito Irving Thalberg Memorial Award per la sua " costante alta qualità delle produzioni cinematografiche".


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